
ANDAR PER FUNGHI
Andare per funghi significa vivere un'esperienza gratificante, immergersi, almeno per una giornata, in mezzo alla natura camminando tra i boschi e prati che ci riportano ad una dimensione forse per molti dimenticata. L'immagine che subito ci viene in mente è la seguente: sveglia al mattino presto, abbigliamento adatto (camicia di flanella, pantaloni di velluto, scarponi) gli indispensabili attrezzi (cesta di vimini, bastone, coltellino), qualche provvista che ci consenta di affrontare una lunga giornata (pane, formaggio e una bottiglia di vino buono) e, finalmente, via in mezzo alla vegetazione ricordandoci di avere il piede leggere per non rovinare col nostro passaggio la flora locale. Una volta superato il momento critico della levataccia mattutina, scopriremo ben presto il benessere fisicoche ci deriva dall'immersione nella tranquillità dei boschi e dal pensiero di come cucinare i deliziosi funghi che andremo man mano a raccogliere.
Tuttavia, per ottimizzare la nostra è bene conoscere alcune nozioni fondamentali su questi prodotti della natura.
Per esempio, sebbene i funghi siano rintracciabili in una fascia ampia compresa tra 0 fino a 3000 metri di altitudine, il loro habitat ideale è il bosco ed in particolare le zone ariose ai margini delle radure, così come i boschi più giovani. Per quanto riguarda la stagione di crescita, la stessa va dalla primavera all'autunno inoltrato. Inoltre, anche il clima è da tenere in considerazione: la condizione ottimale è dopo un'abbondante pioggia seguita ad un periodo di grande caldo, con una temperatura di circa 20°C e la giusta umidità. Da ricordare che in montagna il fungo ha una crescita ed un periodo vitale più lungo favorito dalle ore fredde più numerose rispetto alle zone inferiori.
Inoltre, e bene tenere presente alcune avvertenze circa la modalità di raccolta:devono essere raccolti solo gli esemplari integri, tralasciando gli esemplari giovani (che libereranno altre spore), nonché quelli vecchi e quelli troppo danneggiati per essere utilizzati. Non bisogna asportare tutta la zona attorno al fungo o tagliarne il gambo con un coltellino; al contrario, dobbiamo ruotare leggermente il fungo fino a quando non ci resti in mano. Ancora, gli esemplari raccolti vanno puliti subito sul posto eliminando tutto il terriccio in modo da permettere alle spore di ricadere a terra dando vita ad altri miceli. Infine, circa il trasporto, da evitare assolutamente le borse di plastica in favore dei cesti di vimini che permettono la “respirazione” del fungo stesso. In ogni caso, è bene informarsi attentamente circa i regolamenti locali che variano da regione a regione.
Per quanto riguarda l'aspetto dietetico e nutrizionale, il fungo è composto principalmente da acqua (90%), un basso contenuto proteico (dal 3 al 5%), pochissimi grassi (attorno all'1%) ma preziose vitamine (gruppo B, C, D) ed oligoelementi importanti (potassio, magnesio, zinco, ferro, selenio, germanio).
Da menzionare anche il contenuto di aminoacidi, essenziali al corpo umano quali: leucina, lisina, metionina, tronina. Tali aminoacidi non possono essere sintetizzati dall'organismo e devono pertanto essere assunti con l'alimentazione; in questo senso i funghi si rivelano in alimento prezioso. Da ricorda re infine che molti funghi hanno più proteine di tanta frutta e verdura (funghi freschi 8,5%, carote 0,6%), che 2 kg di funghi freschi hanno lo stesso contenuto nutrizionale (proteine) di 1 kg di carne di manzo ma con molto meno grasso.
In conclusione, la raccolta dei funghi spontanei ed il consumo degli stessi, rappresentano una piacevole attività; non solo, una volta cucinati seguendo le numerose e gustose ricette disponibili, la condivisione di tali doni della natura con i nostri amici di darà ancora più soddisfazioni.